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Chi Sono

Sono Elisa Taverniti, psicologa clinica con formazione in Psicoanalisi della Relazione presso la società SIPRe di Roma. Dal 2015 regolarmente iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio n° 21361. 

Negli anni mi sono prevalentemente occupata di problematiche psicologiche che affliggono il giovane adulto, l’adulto e l’anziano. Il mio orientamento è caratterizzato da un lavoro che si concentra non solo sulla patologia che affigge il soggetto o sul disagio percepito dalla persona che richiede aiuto, ma anche sulle motivazioni psicodinamiche che producono tale disagio, partendo dall’idea che al centro del percorso di cura c’è un soggetto che necessita di un cammino di terapia per riscoprire se stesso.

Nello specifico mi prendo cura di patologie dell’età adulta e del giovane adulto (ansia, depressione, disturbi stress correlati, disturbi psicosomatici, disturbi di personalità) e anche della terza età (sostegno al caregiver del paziente con patologie geriatriche, psicoterapia e sostegno all’anziano con patologie psichiche). 

Svolgo la pratica clinica in regime di libera professione presso lo studio di Roma in via Conegliano,13.

Psicoanalisi per me è il nome della possibilità di cambiare un destino apparentemente già scritto. E’ sinonimo di ricerca paziente, di tensione verso ciò che ancora non si conosce di se stessi e il desiderio di scoperta di nuovi possibili approcci alla nostra quotidianità.

Nutro una sconfinata curiosità per tutto ciò che riguarda gli esseri umani: chi sono, cosa fanno e da dove viene il loro soffrire. Questa curiosità mi ha portato a mantenere sempre aperta la ricerca sul soggetto, la dimensione della sofferenza e la sua cura.

Offro servizio di consulenza psicologica, sia in quei casi in cui il malessere è connesso a sintomi specifici quali ad esempio ansiadepressione, o attacchi di panico, sia nei casi in cui il malessere personale è meno identificabile ma fonte di una sofferenza soggettivamente percepita. Dare spazio alla salute psicologica significa permettersi uno spazio dove dare ascolto al disagio che lentamente o improvvisamente si è formato in noi individuando così le le ragioni del malessere, inserirle all’interno della propria storia personale ed intraprendere un percorso che permetta di sciogliere i nodi che costringono in una condizione di sofferenza.

Il mio Metodo

Come psicologo, nel trattamento dei sintomi del disagio, utilizzo un approccio psicodinamico ad orientamento psicoanalitico relazionale. Si tratta di un approccio che enfatizza l’importanza delle relazioni, non solo come fonte di disagio e preoccupazione, ma anche come matrice della nostra stessa personalità e come possibile motore di cambiamento. 

L’approccio relazionale deriva da un’integrazione di concetti, teorie e tecniche che si rifanno a concezioni e autori differenti (la scuola delle relazioni oggettuali – W. Fairbarn, D. Winnicott, ecc. – la teoria interpersonale di H. S. Sullivan, la teoria dell’attaccamento di Bowlby, la psicologia del Sé di H. Kohut, l’intersoggettivismo – R. D. Storolow, G. E. Atwood, Jessica Benjamin, ecc. – , l’infant research e l’infant observation – D. Stern, B. Beebe, F. M. Lachmann, Ed. Tronick, Louis Sander).

Tutte queste teorie hanno un denominatore comune: l’affermazione che la personalità si plasma entro un universo di relazioni e per questo assume la forma di quelle stesse relazioni: la personalità degli esseri umani riproduce modalità derivanti dalle esperienze interattive precedenti. Perciò, se c’è qualcosa di disfunzionale nella persona che genera sofferenza, solo una relazione particolare, una relazione terapeutica, può cambiare ciò che si è modellato in origine relazionalmente.

Il corpus della scuola psicoanalitica relazionale a cui faccio riferimento nella mia quotidiana pratica clinica ha un’altra caratteristica fondamentale: si tratta di un approccio alla psicoterapia di tipo evidence based, cioè basato sulla ricerca scientifica.

La Psicoanalisi Relazionale è un approccio psicoterapeutico contemporaneo che ha le proprie radici nella lettura della complessità dell’essere umano attraverso i suoi processi inconsci (sogni, aspetti impliciti legati a manifestazioni corporee del disagio e comprensione delle storia personale dell’individuo sulla base delle esperienze primarie durante l’infanzia).Si è sviluppata attraverso un cambiamento importante di prospettivala centralità delle relazioni umane nella costituzione e nel mantenimento della salute del nostro Sé.

Questo ha significato una sostanziale revisione del modello freudiano ed un cambiamento nell’atteggiamento degli psicoanalisti, che mette in primo piano la qualità e la natura delle relazioni passate e presenti, compresa quella con l’analista, che diviene “presente” in modo autentico con la sua soggettività, sempre improntata alla cura responsabile ed etica del paziente.

sintomi e le problematiche vengono curati in questa prospettiva, mettendo in moto processi di guarigione e di evoluzione che non partono dal presupposto di dare una lettura della realtà del paziente “forzandola” dentro una teoria o un protocollo ma dalla capacità del terapeuta di aiutare la persona a vedere laddove non arriva, a scorgere le proprie problematiche uniche ed irripetibili, in modo da arrivare a vivere sé stessa e le relazioni in maniera diversa e vitale.

Aiuto inoltre i miei pazienti a capire come le loro esperienze e le loro relazioni passate influenzino e a volte determinino ciò che essi sono adesso, i loro sentimenti, cognizioni, comportamenti. Li aiuto a liberarsi dalla prigionia di schemi affettivi e relazionali inconsapevoli, che sono alla base della loro sofferenza e che condizionano pesantemente la vita emotiva e relazionale. Li aiuto a sviluppare strumenti per affrontare le situazioni di vita attuali con modalità più funzionali, adattive e meno dolorose.

Il rinnovamento che ne deriva scaturisce dalla individuazione e dalla rimozione di vincoli e ostacoli, interni ed esterni, che impediscono la realizzazione di sé.

Il percorso analitico consente al paziente di acquisire consapevolezza degli effetti che gli altri sortiscono su di lui e viceversa, di comprendere da dove vengono il proprio modo di essere, i propri comportamenti e reazioni; di capire il senso della sofferenza provata, della tristezza o della rabbia, e soprattutto di fare esperienza di come tutto questo possa essere modificato.

Il mio setting è solitamente il “vis a vis”, che significa che si prediligono due sedie o poltrone una di fronte all’altra in modo che l’analista e l’analizzando siano l’uno di fronte all’altro.

Studio

Via Conegliano, 13,Roma,00183

Orari:

Lun.- Ven.: 09:00 - 20:00

Email:

Elisa.taverniti@gmail.com

Telefono

+39 346 9499546

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Elisa Taverniti